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FotoScambio

Published in: PC World Italia Extra. (Jan. 2005): Milano: IDG Communication.
  versione PC World

Condividere, condividere, condividere. E’ questa la formula magica della rete: condividere tutto, con tutti, sempre più spesso, sempre più facilmente. E se fino a pochi anni fa la voglia di condividere doveva fare i conti con la banda di trasmissione, che era limitata, adesso sembra non ci siano più limiti. E dalle parole scritte scambiate in rete si è passati a condividere la parola-parlata, i suoni, e dai suoni della voce si è finiti con i suoni della musica: MP3, interi brani musicali, interi CD. I file diventano più pesanti, ma che importa?, la banda cresce. E per i video il discorso non è molto diverso: certo, ci vuole più tempo a scaricare un video; ma se la banda me lo permette, perché no?
Così oggi ci si scambia qualsiasi file, leggero o pesante, si condivide tutto. Parole, musica, video. Ma allora perché c’è questo fermento nuovo in rete, questa voglia recente e pressante di scambiarsi anche immagini? In fondo lo si poteva fare anche prima, le immagini sono più leggere della maggior parte degli altri file che scorrono per le autostrade dell’informazione. Perché ora?
La risposta è semplice: perché ora, nel gioco della condivisione, è entrato un altro fattore: l’esplosione delle immagini digitali di massa. Personalizzabili. Personali. Quelle della propria vita, scattate in un istante e un istante dopo già pronte a essere mostrate al mondo. Condividere, condividere, condividere. Cosa c’è di più bello che condividere con amici, parenti, amanti il ricordo di un qualsiasi momento della propria vita?

A ogni immagine il suo photoblog

Per avere una lista dei più popolari photoblog (quasi 12.000) per lo scambio di foto via Web basta visitare www.photoblogs.org che è un motore di ricerca per Photoblog. È sufficiente un’occhiata rapida al sito per capire perché l’idea di usare un supporto blog è sempre più popolare tra i siti che offrono servizi di photo-sharing, al punto che ormai, se è ancora normale trovare blog senza servizi di photo-sharing, pare piuttosto difficile trovare servizi di photo-sharing senza blog. Cliccando quasi a caso sui top-link della settimana presentati nel sito si finisce col guardare vere e proprie gallerie fotografiche. Chiaro, ci sono anche le foto scattate col cellulare, a bassa risoluzione, incerte. Ma molte immagini lasciano invece con un piacevole senso di stupore. Sono belle, di ottima qualità; inquadrature perfette, luce giusta, alta risoluzione; si intuisce che dietro ognuna di quelle foto c’è l’occhio e il cuore di un appassionato fotografo.

Il mercato si è accorto subito di questa passione per la foto fai-da-te e si è dato da fare per soddisfare le nuove voglie dei consumatori. Così, se da una parte, sul lato hardware, si sono moltiplicate le macchine fotografiche digitali e i cellulari con mini-occhi fotografici incorporati, dall’altra parte, sul versante più etereo della rete, ecco che si vedono nascere sempre più servizi mirati allo scambio di foto. È nata l’era del photo-sharing. 
All’origine di questi servizi troviamo due filosofie, essenzialmente contrapposte: la prima tende a preferire la condivisione sul web; gli utenti scaricano le proprie foto su server remoti, e le foto sono visualizzate in spazi web comuni. L’altra filosofia presuppone invece una condivisione più personale: le foto vengono scambiate all’interno di una cerchia ristretta di utenti scelti, e si usano programmi di peer-to-peer o l’e-mail come mezzi di distribuzione.
Tra i tanti possibili siti che offrono servizi di photo-sharing si sono qui considerati più attentamente quelli che, per un verso o per l’altro, sembrano possedere almeno qualche funzionalità avanzata, come ad esempio un supporto per i blog, oppure l’instant message o uno spazio per le chat, oppure un servizio per la condivisione di foto catturate direttamente dalla videocamera o dal cellulare. Tre di quelli presi in esame, Flickr, OurPicture, Hello (che funziona insieme a Picasa 2, un photo-organizer firmato Google) sono in lingua inglese mentre due, Yahoo! Italia-Foto e Picas 2, sono in italiano.
Vediamoli più in dettaglio.

 

Flickr: quando la fotografia diventa comunità

Flickr ha un approccio al photo-sharing totalmente coinvolgente che lo ha reso, giustamente, uno dei siti di scambi di foto più gettonati del web. Per inserire le foto bisogna prima registrarsi, ma se già siete un utente di Yahoo! potete entrare in Flicker con lo stesso username, visto che Flicker è una recente acquisizione di Yahoo!. Per effettuare l’upload delle foto non c’è bisogno di scaricare nessun software e tutto avviene nelle pagine web, tramite un’interfaccia molto intuitiva e completa. È solo se avete molte foto da caricare che vi conviene ricorrere a Flickr Uploader, il tool di upload gratuito da installare sul pc, che fa l’upload multiplo in un colpo solo. E una volta che le foto sono sul server di Flickr, si possono creare degli album, scegliendo disposizione delle foto, titoli e didascalie.

Flickr: www.flickr.com

Pro:Un “social-software” che sposa la galleria di immagini. Un modello di servizio web per scambiare immagini e parlare delle immagini scambiate. E-mail, photoblog, chat.

Contro: limitazioni per l’account free (20 Mb al mese di upload, visibili max. 200 foto).

Prezzo: Gratis per l’accesso di base. 25$ annui per l’account Pro (upload di 2Gb al mese, foto visibili illimitate).

Un’ulteriore opzione permette anche di scegliere il loro livello di visibilità, così da riservare la visione degli album a un gruppo ristretto di amici, oppure renderli pubblici.
Flickr offre anche il supporto per l’upload di foto direttamente dal camera-phone. Basta inserire nel proprio cellulare l’indirizzo email di Flickr e fare la chiamata. Pochi istanti, e le foto appena scattate saranno già visibili su Flickr.
Ma non è tutto; Flickr è soprattutto una comunità. Di fotografi, chiaro. Ma non solo. Le foto sono soltanto il punto di partenza per diventare parte di una comunità che si interessa di foto e di molto altro. È in tal senso che si spiega la richiesta di molteplici informazioni che (a discrezione) potete inserire nel vostro profilo in fase di registrazione. Che hobby avete? Che libri leggete? I vostri scrittori preferiti? I film che vi sono piaciuti di più? Che musica ascoltate? E ancora: l’indirizzo del vostro sito, la vostra foto da trasformare in icona, il vostro lavoro, la città e altro. Perché tutto questo se volete inserire soltanto delle foto? Perché, dicono quelli di Flickr, sulla base delle risposte che date potete trovare altri utenti con gli stessi interessi e passioni. E quindi poi, le vostre foto le potete anche “regalare” trascinandole in un’apposita finestra di chat, e potete invitare altri ad ammirare i vostri scatti, e potete leggere i commenti che altri hanno scritto a proposito delle foto, e commentare le foto altrui, e potete registrarvi in qualche gruppo tra i mille esistenti collegati a Flickr, o se volete, potete crearne uno tutto vostro. Non male per un servizio nato per scambiare foto, no?
Ma quanto vi costa tutto questo? Non molto in realtà, anzi, nulla. L’accesso di base è gratuito, e permette l’upload di un numero qualsiasi di foto, anche se è possibile vedere soltanto le ultime 200 caricate. Semmai, il limite è nella quantità di Mega caricabili sul sito: al massimo 20 Mb al mese con l’account gratuito. Diverso è il caso in cui si scelga l’account Pro; con circa 25$ all’anno non si ha più il limite delle 200 foto visibili e il limite di upload sale a 2Gb al mese.

 

OurPictures: l’organizer P2P

Se Flickr lascia che siano gli utenti a fare l’upload delle foto in rete, altri servizi, in realtà la maggior parte, preferiscono affidarsi al peer-to-peer e alla mail, così che il processo di scambio delle foto è lasciato interamente nelle mani degli utenti. Stiamo parlando di servizi più o meno frequentati come AllPears o Electric Shoebox (si veda il box), o come OurPictures. Ed è proprio quest’ultimo, tra quelli appena citati, che sembra offrire più interessanti possibilità di photo-sharing. 
OurPictures permette ai clienti di inviare le proprie immagini a una rete di altri abbonati che le trasferiscono da un computer all’altro senza ricorrere a sistemi di mailing esterni al software proprietario o a siti Web (anche se è interessante scoprire che, per evitare problemi legati allo scambio di file con la tecnologia P2P, OurPictures impone severi limiti sulle foto che si possono scambiare sul suo servizio, vietando ogni immagine violenta, scabrosa o contraria alla legge). Sarà comunque possibile inviare le immagini a stampatori convenzionati per avere stampe su carta.

OurPictures:www.ourpictures.com

Pro: ottimo per creare album fotografici; fotoritocco, stampa. Invia foto via mail, supporta il camera-phone.

Contro: limitazioni per l’account free (condivisione di max 25 foto al mese). Non offre servizi di photoblog o chat.

Prezzo: gratis per l’uso di base; 3$ al mese o 30$ l’anno per la versione Deluxe (foto da condividere illimitate, trasferimento foto via cellulare, accesso agli archivi personali da qualsiasi computer).

Una volta installato nel pc l’Organizer di OurPictures, si è pronti a creare album fotografici e scambiarli con altri utenti. Le foto che si vogliono inserire in un album si importano nell’Organizer, e da qui si possono scegliere quelle che si intendono spedire. Si prepara poi una mail, indirizzata a uno o più utenti, che conterrà un link, immediatamente accessibile, a una pagina ospitata dal server di OurPictures contenente le foto appena spedite.
A voler essere pignoli, i tools di foto-editing messi a disposizione da OurPictures non sono eccezionali. Si possono ruotare le foto, aggiustarne la luminosità, eliminare l’effetto “occhi rossi” da flash, trasformare le immagini in bianco e nero o seppiarle e ottenere immagini speculari, oppure ritagliare le foto e scrivere le didascalie. Non molto, in effetti, ma comunque quanto basta per accontentare un’utenza di fotografi non professionisti.
Anche le foto scattate col cellulare si possono trasferire facilmente su OurPictures. Usando un apposito indirizzo email, in un attimo inviate le foto dal cellulare al provider, e le immagini appariranno subito nell’Organizer del vostro PC. Sfortunatamente però, e contrariamente a quanto accade con altri provider, questo servizio prevede l’uso della versione Delux del software, che costa circa 30$ l’anno. Tale versione permette però anche di condividere più delle 25 foto al mese concesse dalla versione free.
Infine va detto a proposito di OurPictures che, data la tipologia del servizio, non è previsto un blog e neppure la chat. Insomma, scambiarsi foto per OurPictures significa essenzialmente poter classificare le foto del proprio computer e spedirle ad altri utenti.

E gli italiani? Fermo restando che in un servizio di photo-sharing la lingua conta meno che in altre occasioni (non è forse vero che un’immagine vale più di mille parole?) non è male a volte avere la possibilità di utilizzare quel servizio in lingua italiana. Qui abbiamo preso in considerazione due siti in lingua italiana: Yahoo! e Google.

 

Yahoo!-Foto: Il fratello minore di Flickr

Yahoo!-Foto privilegia lo scambio di foto tramite l’upload su server remoti. Il servizio consente di condividere le foto via e-mail, via messenger, tramite l’IMVironment di Yahoo!, oppure direttamente sul web. Se si è utenti Yahoo! già registrati, si riesce ad entrare nel sito di Yahoo! dedicato al photo-sharing senza nuova registrazione, così come accade con Flickr.
Siamo sinceri: dopo aver navigato in Flickr, niente sembra essere all’altezza di Flickr. Pure, il sito di Yahoo! Italia-Foto comunque funziona, e ha il grande vantaggio di essere totalmente gratuito.

Yahoo! Italia-Foto:It.photos.yahoo.com

Pro: Photo-sharing e photo-manager in italiano; foto ospitate sui server web di Yahoo o spedite via email. Upload di molte foto (300 album con 300 foto per ciascun album). Fotoritocco; utilizza in maniera integrata i servizi messi a disposizione da Yahoo. Stampa di foto e consegna a domicilio.

Contro: istruzioni scarne e non sempre chiare. Necessario scaricare plug-in. Per un corretto funzionamento è necessario Explorer.

Prezzo: gratuito

Certo, il layout del sito, in verità piuttosto essenziale, non è molto accattivante. E anche se le istruzioni sono in italiano, qualche volta, se non usate Explorer, vedrete d’improvviso apparire alcune pagine in inglese. Ma poco male, in fondo quel che conta in un sito di photo-sharing sono le foto. E Yahoo!-Foto di foto permette di caricarne tante. Così come accadeva con Flickr, si inizia trasferendo immagini dal proprio pc al server di Yahoo!, anche se, in questo caso, occorre prima scaricare il Photo Easy Upload Tool, un plug-in che abilita il browser alle operazioni di uploading. Da quel momento in poi sono foto a volontà! Infatti si possono creare gratuitamente molti foto-album (fino a 300) con molte foto (fino a 300 per ogni album). E tramite un tool di gestione degli album si possono riorganizzare le foto, etichettarle, titolarle o ritoccarle utilizzando le classiche e spartane funzioni di foto-editing.
Una volta che le foto sono in rete, possono finalmente essere condivise. Per farlo, le strategie sono due: o si spediscono gli album fotografici a liste di utenti tramite il sistema di mail di Yahoo! (che però, purtroppo, funziona solo se si sta usando Explorer e previa installazione di un altro plug-in), oppure vengono visualizzati in una pagina web messa a disposizione da Yahoo!. In questo caso, è possibile scegliere un accesso agli album riservato a utenti scelti (e quindi muniti di password) oppure pubblico, e quindi visibile a tutti. Infine, le foto presenti sul web possono anche essere spedite a negozi convenzionati, che provvederanno alla stampa e alla consegna a domicilio.

Dal weblog al photoblog

All’inizio c’era il blog, combinazione delle parole web e log. Blog significa: pubblicazione più o meno spontanea sul web di articoli periodici, generalmente di diversi autori, e mostrati in ordine cronologico; in testa i più recenti, e via a seguire quelli più distanti nel tempo. In altre parole: i blog sono i luoghi privilegiati per dibattere liberamente su ogni argomento immaginabile con la facilità e la rapidità permesse (e imposte) dal web. E ora, in tempi di banda larga e cellulari con (video)camera è il momento del photoblog, che, come lascia intendere la parola, è un servizio di blog che privilegia l’utilizzo di immagini fotografiche.
Quand è che un blog si trasforma in un photoblog? Quando gli autori si concentrano sulla fotografia, quando le immagini non servono solo a commentare un testo. Con i photoblog è rovesciato il rapporto tra parola e immagine: se è vero che alcuni blog contengono anche delle foto, è certo che alcuni photoblog contengono anche del testo.
Diversi nei contenuti, blog e phoblog condividono però i meccanismi di scambio dei contenuti. Se nei blog ogni testo porta la firma del suo autore, anche nei photoblog accade lo stesso: un autore per ogni foto. E anche qui, come nei blog, gli autori tendono a intervenire più volte, proponendo con una certa regolarità le foto da loro scattate.

In generale, si ha la sensazione che qualcosa per migliorare ancora la qualità del servizio di Yahoo! Italia-Foto la si potrebbe fare. Forse basterebbe utilizzare una più piacevole veste grafica, o forse, meglio ancora, si potrebbe inserire un photoblog collegato al sito con la possibilità di scambiarsi le foto al volo. O si potrebbe almeno prestare una maggior cura nella compilazione di alcune delle sezioni di help, che in certi casi non rendono così immediata la comprensione delle operazioni da svolgere, e che in generale appaiono piuttosto faticose da consultare. Ma d’altra parte, non bisogna dimenticare che tale servizio di photo-sharing è uno tra i tanti altri servizi, tutti gratuiti, che Yahoo! Italia offre ai suoi utenti. E, soprattutto, che con Yahoo!-Foto si riescono a caricare in rete tante immagini, in numero addirittura superiore a quello offerto da altri servizi analoghi, ma a pagamento. Per cui, in fondo, non vi pare che si possa anche chiudere un occhio sull’aspetto grafico non troppo memorabile del sito o sui banner pubblicitari che appaiono vistosamente in testa a ogni pagina web?

 

Picasa + Hello: due software a braccetto

Fedele a quella che ormai sembra essere la missione di Google di sviluppare tecnologie avanzate che aiutano gli utenti a trovare, organizzare e condividere informazioni di ogni tipo, Google mette gratuitamente a disposizione Picasa 2, anche in versione italiana, un sofisticato software di photo-organizing. Per certi versi Picasa 2 è simile a OurPictures: permette di classificare le foto del proprio computer e anche condividerle con altri utenti.

Picasa 2 + Hello: www.picasa.google.com – www.hello.com

Pro:Ottimo photo-organizer elegante e semplice da usare, anche in versione italiana. Ricerca e classifica con rapidità tutte le foto del PC. Offre sofisticati strumenti di fotoritocco. Integrato con Hello permette il photo-sharing via email, chat e blogging.

 

Contro: In Picasa 2 l’organizzazione delle foto è poco configurabile. In Hello il servizio di blogging è supportato solo su Blogger; inoltre non può ricevere foto spedite da un cellulare.

Prezzo: entrambi gratuiti.

Ma nel caso di Picasa 2 il photo-sharing è contemplato, ma al tempo stesso opzionale. Tant’è che potete benissimo usare Picasa 2 come programma di classificazione delle vostre foto anche se non avete intenzione di scambiare le foto con altri utenti. Il software infatti rende facile come non mai la catalogazione, la modifica e la ricerca di tutte le foto digitali e dei video presenti sul vostro pc. E velocemente, come accade con tutte le applicazioni di Google. Una volta installato, il programma individua automaticamente le immagini (anche quelle che si era sicuri di aver buttato e perso per sempre!) e le ordina in album organizzati per data, con nomi di cartella facilmente riconoscibili. Gli album si possono trascinare e rilasciare per spostarli da una posizione all’altra e c’è anche la possibilità di assegnare alle foto delle etichette per creare nuovi gruppi, o di definire stelle (come accade in Gmail) per evidenziare l’importanza di foto selezionate.
Anche nel fotoritocco Picasa 2 riesce a sorprendere, soprattutto se si pensa a software analoghi ma molto più essenziali presenti in altri programmi di photo-sharing. Utilizzando il fotoritocco di Picasa 2 si riesce facilmente a trasformare un vecchio ritratto, scuro e sbiadito, in una perfetta foto che sembra appena scattata con l’ultimo modello di macchina digitale! Le scelte di ritocco sono molte; a disposizioni ci sono 12 filtri fotografici (tra i quali il contrasto e la sfocatura, l’aggiustamento di colore e di saturazione), più gli aggiustamenti di luce, la rimozione dell’effetto occhi-rossi, la modifica delle dimensioni, il ritaglio e lo zoom.
Altre funzionalità di Picasa 2 sono quelle di backup, con la possibilita di archiviare foto da un computer a un CD o DVD, di salvare immagini su un hard disk esterno, di creare CD regalo con presentazioni personalizzate e copertina CD ad hoc.
Per quanto riguarda le funzionalità di file-sharing (in verità limitate) Picasa 2 permette la condivisione delle immagini integrata con altri prodotti Google, e si possono inviare foto pesanti fino a 10 MB via Gmail, ma il sistema funziona anche con altri servizi di posta. Infine, così come accade ormai per molti software dedicati al photo-sharing, c’è la possibilità di stampare le foto inviandole a fornitori locali di stampa.

P2P-photo-sharing

Ecco altri due siti citati nel servizio che forniscono la possibilità di photo-sharing basandosi sulla filosofia del peer-to-peer.

AllPears Photo-Sharing (www.allpeers.com) vi lascia organizzare e condividere le foto con facilità. Con il programma di AllPears si possono importare foto dall’hard-disk, aggiungere commenti, creare album fotografici e “smart album”, nei quali le foto sono organizzate automaticamente in base al nome, alla data di creazione parole chiave e altre informazioni. I contatti per lo scambio si possono organizzare all’interno del gruppo Friends and Family o, in alternativa, si possono creare altri gruppi personalizzati. La condivisione avviene tra singoli utenti o tra gruppi. Gli album possono essere trasformati in photoblogs attivati direttamente sulle macchine degli utenti.

Electric Shoebox (photos.constanttime.com) é un software (disponibile per 29$) per fotocamere digitali, che consente di editare, organizzare ed inviare per email le proprie foto, ed è già predisposto per inserire le immagini come attachment di Outlook, Outlook Express, o Hotmail. Il programma consente di importare foto da fotocamere digitali, scanners o dischi, supporta numerosi formati immagine (JPG, PNG, TIFF, BMP), visualizza informazioni EXIF dalle foto, supporta la funzione drag and drop per organizzare le foto. Constant Time, l’applicativo di Electric Shoebox che funge da photo-editor e photo-manager permette alcune semplici funzioni di foto ritocco oltre a gestire l’organizzazione delle foto. I PC degli utenti sono poi utilizzati come web server con indirizzo personale, così che gli altri utenti possano vedere le foto come in un sito web.
Per 10$ l’anno (ma il primo anno è gratuito) Electric Shoebox può anche ospitare le foto degli utenti sui propri server fornendo anche un indirizzo web personalizzato.

Abbiamo detto che Picasa 2 è più un programma di photo-organizing che di photo-sharing, ma niente paura, visto che poi c’è Hello, un’applicazione di photo-sharing di tipo P2P che opera in combinazione con Picasa 2. L’integrazione tra i due software è pensata, voluta, efficace. I due programmi assieme funzionano perfettamente: uno classifica immagini, l’altro si occupa di condividerle tramite email, blogging e instant-message. E qualsiasi forma si scelga per spedire foto, una cosa è certa: il sistema è facile, intuitivo e subito accessibile. L’unica caratteristica che manca a Hello è la possibilità di trasferire foto direttamente dal cellulare.
Ma nessuno è perfetto, e a ben vedere, questo è un difetto solo per quelli un po’ fanatici degli scatti presi al volo dal cellulare e che vogliono immediatamente mostrare quegli scatti in rete, al mondo. E poi, ricordiamolo, i due programmi sono assolutamente gratuiti. Il che è già abbastanza per accontentare molti.