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L'accumulazione delle distanze


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fiction

L’accumulazione delle distanze

Mutazioni, trasformazioni fantastiche, riflessioni sul corpo e su come il corpo, contaminato dal virus della tecnologia, diventa il luogo di riferimento per un’analisi del contemporaneo. Questi i soggetti principali dell’antologia L’accumulazione delle distanze. Molti dei protagonisti dei racconti dell’antologia sono dei dropouts, dei freaks costretti a sperimentare varie forme di mutazione: nel corpo, nella mente.
La mutazione fisica è quella più vistosa: quando il corpo perde i segni più evidenti di umanità. Come accade ne “L’accumulazione delle distanze”, dove l’energia scaturita dalla perdita di un amore riesce a modificare al di là dell’umano la struttura stessa dei corpi dei due ex-amanti. Oppure come vediamo nel racconto “L’occhio amorevole”: qui, l’assunzione di una bevanda dal sapore irresistibile è fatale per gli sfortunati bevitori che si trovano intrappolati in un irreversibile processo di trasformazione. O ancora, come avviene al corpo di Aldo, il fratello maggiore di una numerosa famiglia che vive isolata in una casa di campagna: quando Aldo comincia a crescere non c’è nulla che gli altri fratelli possano fare per lui. Soprattutto quando si accorgono che Aldo è soltanto il primo, tra i fratelli, ad accumulare carne su carne. Ma non è solo il corpo degli abitanti di questi racconti a subire cambiamenti. Anche la mente si deforma e muta. Può capitare che la trasformazione avvenga sotto la spinta casuale di un vento che induce alla telepatia e costringe gli esseri umani a vivere una spaventosa intimità mentale, come nel racconto “Contaminazioni”. Oppure il cambiamento è cercato e voluto, come in “Vita mentale di alcune macchine”, dove la manipolazione delle coscienze è attuata dentro a un gioco sado-maso che mescola mitologia e realtà virtuale. O invece è stabilito in maniera assoluta e definitiva, come accade ne “Il canto dell’ultima voce”, quando la mente più potente al mondo, rinchiusa in una vasca in un laboratorio in mezzo al mare, decide che la forma perfetta di comprensione dell’umanità deve passare attraverso l’assorbimento totale di un umano.
Ma che la mutazione sia fisica o mentale poco importa. In tutti questi casi, i protagonisti-vittime dei racconti sono e restano dei dropouts. I loro corpi, trasformati in corpi oltre-umani, continuano a desiderare il ritorno a una normalità diventata impossibile. Forse hanno scelto il cambiamento senza troppo valutarne le conseguenze, o forse il cambiamento è stato scelto per loro, così che loro possono solo accettarlo inevitabilmente. In ogni caso, dopo, non saranno più gli stessi; dopo, la consapevolezza della loro natura di mutati sarà il male di vivere che dovranno affrontare. Qualsiasi vita resti loro da vivere.

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